• zonna

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    A Modica la parola "zonna" ha un significato molto più specifico e "anatomico" rispetto al generico sporco (per il quale si usa più spesso muntata o lordìa).

    Viene usato anche come intercalare spesso come sinonimo dell'intercalare "minchia". Ma anche declinato come questo in minchiuni, minchiata, ecc... e quindi abbiamo zunnuni/a, zunnata, ecc.

    Anche nei modi di dire:

    ES. "minchia di mare" (i modicani non hanno la H e quindi dicono mincia) verrà spesso usato anche "zonna i mari" e così via.

    In realtà, nel dialetto modicano stretto, zonna indica principalmente:

    La zonna è la sporcizia che si accumula tra le pieghe della pelle, in particolare quella che si forma sul collo o dietro le orecchie (il classico "nero" o "sudore rappreso"). Non è una sporcizia qualsiasi che cade dall'alto, ma è quella fisiologica, legata alla trascuratezza dell'igiene personale profonda.

    Si usa per descrivere una persona che non si lava da così tanto tempo che lo sporco è diventato "crosta".

    Ad oggi divenuto più intercalare e sinonimo di "mincia".

    Cfr. minchia

    Esempi

    • «Lavati ddu cuoddu, ca hai 'na zonna ca si tagghia cu 'u cutieddu!»

      ("Lavati quel collo, che hai una crosta di sporco che si taglia col coltello!")

    • «Ma chi ZONNA sta faciennu?»

      ("Ma cosa diamine stai facendo?")

    • «Unni zonna siemu.»

      ("Dove siamo?")

    • «Talè sa zonna.»

      ("Guarda quella cretina.")

    • «ZONNA!»

      (Per esprimere meraviglia o rabbia)

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